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Lunedì, 15 Giugno 2020 10:45

L’Arcivescovo Pawlowski: “Il Corpo di Cristo prezzo di libertà”

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L’Arcivescovo Pawlowski: “Il Corpo di Cristo prezzo di libertà” Foto Campitelli

La solennità del Corpus Domini è stata vissuta dai fedeli che hanno preso parte alla celebrazione eucaristica, ancora trasmessa in diretta streaming, per offrire l’opportunità soprattutto agli anziani ed ammalati di condividere i segni pasquali di questo giorno solenne. La Chiesa si stringe attorno al corpo e al sangue di Gesù, donato, offerto adorato. Un corpo che vale “il prezzo della libertà”, ha ricordato l’Arcivescovo Pawlowski durante la celebrazione eucaristica presieduta nel santuario romano di Santa Maria in Portico in Campitelli a Roma.  “Prima di domandare l’amore, Dio chiede l’ascolto”. Lo chiede anche a noi in questo tempo di prova, come accadde per Israele. “Senza l’ascolto ci si perde nel fiume delle parole e delle proprie idee, -ha proseguito il presule -  ferma i pensieri ed ascolta!”. “L’altro comando che ritorna spesso nella Bibbia è ricordati! Ricordati di Dio, di essere la sua creatura fedele ed obbediente”. Anche noi in questi mesi abbiamo attraversato il deserto: “ci siamo spaventati di quell’invisibile serpente velenoso che ha fatto nel nostro paese e nel mondo intero, una tremenda mietitura. Non dimenticheremo questa esperienza, è l’occasione che ci è data per ascoltare il Signore, riconoscerlo”. Celebriamo dunque, questa solennità ancora con le restrizioni previste: “ciò nonostante noi vogliamo cantare l’onore e la gloria del sacramento della divina presenza tra noi”. Il corpo ed il Sangue del Signore: “Sono il prezzo con cui è stato pagato l’amore per noi, il prezzo della nostra libertà e della vita, ha ribadito Mons. Jan, cibo e bevanda per te viandante su questa terra”. Oggi noi possiamo celebrare il mistero della presenza eucaristica, ma in alcune comunità sparse nel mondo, l’Eucarestia è vietata non solo a causa della pandemia, ma per l’odio nei confronti dei cristiani, tuttavia, ha concluso l’Arcivescovo Jan: “la nostra religione, è una religione del pane spezzato, della presenza amorosa del Signore che si nasconde dentro questo pane consacrato.  E’ una religione che c’invita a spezzare il pane tra noi, a spezzare il cuore, a donarsi e non solo nelle emergenza, ma tutti possiamo spezzare il nostro tempo e condividerlo al servizio degli altri. Maria santissima ha saputo ascoltare, ricordare e meditare nel cuor suo, ogni parola e situazione. Aiutaci, ad essere oggi ostensori della tua presenza nel mondo”.

Letto 137 volte Ultima modifica il Lunedì, 15 Giugno 2020 11:28