2025
"Il Signore ha pietà del suo popolo" l'Arcivescovo Sangalli per la III Domenica di Quaresima
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Una folla di fedeli si è riunita nella Chiesa di Campitelli per ringraziare il Signore per l’Ordinazione Episcopale di Mons. Samuele Sangalli, che ha offerto una profonda riflessione sulla fede, la misericordia e la necessità di una conversione autentica. L'omelia, pronunciata durante la messa, ha toccato temi cruciali come la relazione tra l'umanità e Dio, la clemenza divina di fronte all'ingratitudine umana e l'importanza di "ricercare non i propri interessi, ma quelli di Gesù Cristo".
L’Arcivescovo ha iniziato la sua omelia citando il passo biblico: "Mosè, togliti i sandali dai piedi, perché il suolo sul quale tu stai è luogo santo" (Es 23,5). Ha definito "singolare che 'il fuoco ardente che non brucia' definisca santa la terra della fuga dopo un omicidio, la terra del fallimento di Mosè e della schiavitù del popolo, la terra dei doni di Dio". Ha poi sottolineato come questa terra, "della nostra miseria, è santa perché Dio 'ode il nostro grido, scende a liberare il suo popolo, sempre invia i suoi profeti', 'il Signore ha pietà del suo popolo' e non abbandona perché noi ci possiamo totalmente determinare verso di lui, come fecero i padri, egli che è il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe' e con questo nome, che esprime l’identità tramite una relazione stretta con l’umanità, vuole essere ricordato di generazione in generazione".
Un punto centrale dell'omelia è stato l'invito a contemplare "la sua irrevocabile dedizione per noi ed invocare perché l'umanità, cominciando da noi stessi, si lasci avvincere dalla sua clemenza verso i nostri imperdonabili ritardi". Don Samuele ha citato la parabola del fico sterile: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato intorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai", per illustrare questa clemenza divina che "spesso sembra sproporzionata di fronte all’ingratitudine umana".
L'omelia ha poi toccato il tema della missione e dell'evangelizzazione, con un riferimento a San Giovanni Leonardi e al suo "Progetto Missionario" che sta alla base di "Propaganda Fide", oggi Dicastero per l'Evangelizzazione. Mons. Sangalli ha sottolineato l'importanza di "ricercare non i propri interessi, ma quelli di Gesù Cristo", ovvero l'annuncio al mondo della chiamata di misericordia del Padre.
Rivolgendosi ai fedeli, il Presule ha espresso il desiderio che il Signore "infranga la durezza della mente e del cuore, perché sappiamo accogliere con la semplicità dei fanciulli gli insegnamenti divini e portiamo frutti di vera e continua conversione". Ha concluso invocando la grazia per intercessione della "S. Vergine – Porto della nostra salvezza – di San Giuseppe e di San Giovanni Leonardi", non solo per sé stesso e per quanti operano nel Dicastero per l'Evangelizzazione, ma anche per l'Ordine della Madre di Dio e per tutti i presenti, con la certezza che "quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono" (Sal 102).
La celebrazione si è conclusa con un momento di profonda spiritualità all'altare di San Giovanni Leonardi, dove l'Arcivescovo insieme ai padri Leonardini e agli altri concelebranti, si è fermato in raccoglimento e preghiera. Dopo questo momento di intensa spiritualità, Mons. Sangalli ha raggiunto i fedeli nel cortile parrocchiale, dove ha condiviso con loro un brindisi, segno di comunione e gioia per questo significativo evento. Un'occasione di incontro fraterno che ha suggellato la giornata con un clima di festa e riconoscenza.
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