2026

Gli Oblati di Maria Immacolata celebrano a Campitelli il 200° anniversario dell’approvazione delle Costituzioni e Regole

Gli Oblati di Maria Immacolata celebrano a Campitelli il 200° anniversario dell’approvazione delle Costituzioni e Regole

Domenica 15 febbraio, nel Santuario parrocchiale di Santa Maria in Portico in Campitelli, gli Oblati di Maria Immacolata hanno celebrato solennemente il 200° anniversario dell’approvazione pontificia delle loro Costituzioni e Regole, avvenuta nel 1826.

Si è trattato di una ricorrenza non soltanto storica, ma profondamente legata a questo luogo. Proprio qui, nel febbraio del 1826, Sant’Eugenio de Mazenod visse ore decisive per il futuro della giovane Congregazione. Mentre i cardinali, riuniti nel vicino palazzo, esaminavano il testo delle Regole, il Fondatore scelse di attendere in questa chiesa, sostando a lungo in preghiera.

Nel suo Diario egli racconta di essere entrato con la decisione di pregare «con tutto il cuore» mentre si discuteva della sorte dell’Istituto. Poté ascoltare diverse Messe una dopo l’altra, immerso in una pace profonda, fino a scrivere di non essersi «mai sentito così a suo agio in una chiesa». Fu un’attesa silenziosa e fiduciosa, nella consapevolezza che l’opera apparteneva a Dio. Pochi giorni dopo sarebbe giunta l’approvazione da parte di Papa Leone XII.

La celebrazione ha voluto custodire questo stesso spirito di affidamento. Non è casuale che tutto questo sia avvenuto in un Santuario dedicato a Maria. Gli Oblati portano nel loro nome l’appartenenza all’Immacolata, e proprio sotto il suo sguardo materno Sant’Eugenio visse quell’attesa decisiva. Nella Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, la giovane Congregazione si riconobbe simbolicamente figlia e si affidò alla Madre: non soltanto protetta, ma educata alla fedeltà e al coraggio missionario.

In Maria Immacolata il Fondatore contemplava la prima Oblata, totalmente donata all’opera della salvezza; per questo la Congregazione ha sempre riconosciuto in Lei non soltanto una patrona, ma un modello di sequela radicale e di disponibilità senza riserve al progetto di Dio.

La Croce, posta al centro dell’assemblea, ha richiamato il cuore della spiritualità oblata e il legame inscindibile tra l’amore al Crocifisso e l’affidamento filiale a Maria. La Parola proclamata e le esortazioni del Fondatore hanno ricordato che le Costituzioni e Regole non sono semplici norme, ma via concreta di santità e responsabilità ecclesiale. Celebrando questo anniversario nello stesso luogo in cui tutto fu consegnato alla Provvidenza, la comunità ha percepito con particolare intensità la continuità spirituale con quell’evento fondativo.

La Chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli non è soltanto il contesto storico di un’approvazione, ma un luogo-simbolo delle origini: qui la preghiera silenziosa di allora continua idealmente a sostenere la fedeltà di oggi. A duecento anni da quell’atto pontificio, la memoria vissuta a Campitelli si è fatta rinnovata responsabilità: custodire il patrimonio ricevuto e tradurlo in slancio missionario per la Chiesa e per il mondo.