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Sabato, 01 Agosto 2020 06:24

Amore senza etichette

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Sono presenti anche i bambini quando Gesù moltiplica i pani nel deserto, quelli che, secondo certa economia, non entrano nei calcoli umani (senza contare le donne e i bambini), tuttavia essi sono nel cuore di Dio. Sono presenti nel racconto i piccoli, gli uomini e le donne d’ogni tempo che gridano al Padre di tutti: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Ci siamo anche noi seduti su quel deserto fiorito, assetati di miracoli e di segni esteriori, dimentichi che Dio si lascia trovare nei segni più umili e nella voce sommessa di chi non ha voce.  La moltiplicazione dei pani è immediatamente preceduta dal banchetto  nel quale è versato il sangue di un uomo giusto: il Battista, una figura che porta a compimento l’antica parola profetica ed indica colui che si carica  il peccato del mondo. Le allusioni all’ultima cena e alla passione di Gesù sono evidenti. Egli si ritira in solitudine  per raccogliere nel deserto, come più tardi nel Getsémani,  la disponibilità  al mistero della passione iscritto nella volontà del Padre. Questa solitudine di Gesù lo avvicina alla solitudine e alla miseria delle folle per le quali, afferma l’evangelista, ha profonda compassione. Dalla compassione scaturiscono i due gesti che permettono di riconoscere Gesù quale Messia annunziato dai profeti: la prossimità al dolore dell’uomo liberato e guarito dal male ed il nutrimento prefigurato nel banchetto degli annunzi messianici. Emerge così dalla solitudine del deserto, un Messia-pastore che si carica delle insicurezze della folla, che raccoglie la speranza dei miseri  che assicura la misericordia di Dio. Alla profonda e libera compassione del Messia si oppone il rigido e misurato calcolo dei discepoli. L’obiezione sulla scarsità delle risorse non fa altro che ricordare le resistenze e l’incredulità di Israele di fronte alla potenza di Dio I discepoli saranno i primi che dovranno apprendere la nuova economia del Regno. Questa  non prevede il comprare e pagare, ma il donare gratuitamente. La logica del Vangelo si scontra ancora oggi con questa mentalità per cui tutto ha un prezzo. L’invito del Maestro contiene in sé, invece, due significati: preoccupatevi di saziarli, date gratuitamente la vostra vita. Gesù prende il frutto della terra, alzando gli occhi al cielo e benedicendo Dio, quel pane che spezza e dà da mangiare è innanzitutto se stesso. Sarà il suo corpo donato nella cena eucaristica la vigilia della sua passione. Egli prende, ma non possiede; alza gli occhi al cielo perché ogni dono viene dall’alto; benedice colui che è la sorgente della vita; spezza il pane donandolo ai discepoli che a loro volta lo donano alle folle. E’ così  ristabilito il ritmo della vita. Amore senza etichette al prezzo della gratuità.

Davide Carbonaro

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