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Sabato, 05 Settembre 2020 07:19

Sentinelle

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La sentinella è esposta a tutto: al bene e al male. E’ la prima che riceve notizie ed è la prima a rischiare la vita. Può scegliere di rimanere o di abbandonare il luogo di guardia. La Parola di Dio propone questa immagine per dire la responsabilità della profezia e del discepolato.  E’ la Chiesa, nel Vangelo di Matteo ancora legata alla Sinagoga,  che veste i panni della sentinella. Lo sguardo fisso oltre per attendere il Maestro che viene da lontano, il cuore dentro la Comunità che vive le fatiche del quotidiano sulla soglia della città degli uomini. Non fu semplice fin dai tempi di Gesù vivere insieme, non lo è stato mai. La sua presenza non cancella le differenze e i conflitti che possono e debbono sorgere.  La Comunità di Matteo dispersa nella diaspora dopo la distruzione del Tempio, sente il disagio delle divisioni interne ed esterne e si pone la domanda:  Come guadagnare il fratello in questi contesti? La scalata della correzione fraterna, con la sua graduale pazienza, culmina in quello che comunemente è interpretato come l’atto finale della scomunica e della separazione per il cuore ostinato. Da qui si fondano tutte le pretese della legge ecclesiale futura. Ma l’intento di Gesù e della comunità matteana,  rimane ieri e oggi, guadagnare il fratello. Vediamo per un istante a chi vengono assimilati i detentori della scomunica: ai pagani e ai pubblicani. Ma nel Vangelo di Matteo, è Gesù che si rivolge a queste categorie,  dicendo che l’esercizio della misericordia divina non è per i sani ma per i malati, motivo per il quale il Figlio dell’uomo è venuto. Sono i pagani che raccolgono le briciole dell’amore divino ed è esaltata la loro fedeltà. Sono  gli esattori delle tasse insieme alle prostitute che precedono i Farisei nel Regno dei cieli. E allora? La Chiesa è madre di santi e di peccatori. Di separati, ma non abbandonati, di uomini e donne posti dallo Spirito Santo sull’ardua via della conversione. Ecco perché le parole di Gesù culminano sul senso dello stare insieme. Non perché uno deve avere  ragione sull’altro; o deve essere valido il mio o il tuo progetto. Ci si mette d’accordo, letteralmente si fa sinfonia, per pregare. Solo così è possibile garantire non la ragione o il torto, ma la presenza,  la promessa che apre e chiude l’intero Vangelo di Matteo: “Io sarò con voi”.

Davide Carbonaro

Letto 215 volte Ultima modifica il Sabato, 05 Settembre 2020 11:06
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