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Sabato, 17 Luglio 2021 08:07

Nel tuo riposo

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Anche il Creatore si riposò dopo aver distribuito bellezza attraverso l’opera delle sue mani. E chiese all’uomo di fare altrettanto. Il riposo non è solo percezione del limite, è luogo da abitare, presenza da incontrare.  A coloro che Gesù ha scelto perché stessero con lui e per mandarli, chiede il riposo. Mentre il cuore dei discepoli è intento al calcolo, alla misura della missione compiuta, Gesù ha occhi per i dodici. Scorge i loro cuori velati di fatica e tristezza. Li aveva preparati alla delusione, ora li sostiene con la sua presenza, ricordando loro che senza di lui non si può fare nulla.   Venite in disparte. Non uno spazio diverso o un luogo ameno, è Gesù quella parte migliore, da abitare che nessuno ci potrà togliere. Li aveva preparati alla guerra contro il male, a sporcarsi le mani dentro le storie di una umanità divisa e piagata. Un giorno sulla barca i discepoli presero Gesù così come era, ora è lui a prenderli così come sono: con gli occhi pieni di sonno, le mani piene di fango, i piedi segnati dalla strada. E’ in quella intimità con il Maestro che nascono i racconti, che  viene posta sulle labbra della Chiesa la bellezza della narrazione. Hanno raccontato il Vangelo: Dio si fa vicino all’uomo, che pur abitando il suo cielo, condivide le loro storie. Ha scelto me e te, perché questa buona notizia continui ad illuminare lo scorrere dei giorni. Ha scelto un racconto per farsi presente e vivo ogni volta che due o più sono riuniti nel suo nome. Se la fatica dell’annuncio stanca, sarà satana, il divisore, a seminare il sospetto che Dio si è stancato di noi. Maestro dove andiamo? Non ci stancheremo mai del tuo amore. Il Signore continuerà a scegliere uomini e donne fragili, limitati. Meglio dei testimoni a rischio di stress,  che degli eroi tutti d’un pezzo. Il riposo in Dio ci salva dalla rigidità e dall’onnipotenza. Così mentre gli occhi del Maestro sono per i dodici, nel suo sguardo c’è posto per quell’umanità stanca e senza pastore. Gesù apre la sua intimità ai dodici senza risparmiare la sua compassione per la folla. Mentre i suoi sono a riposo il lavoro continua. Lo aveva ricordato nella parabola del seme. Il germoglio cresce nonostante il sonno del contadino. Il riposo è necessario per ricordarti che non dipende tutto da te e che le tue mani sono il prolungamento delle sue.

Davide Carbonaro

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