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Sabato, 04 Settembre 2021 08:43

Alle porte del cuore

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L’imperativo che Gesù lascia risuonare in terra pagana: “Apriti!”, porta con sé la forza della parola creatrice di Dio che risona nel grido dei profeti, ora incarnata nel Rabbi di Nazareth che supera i confini del puro e dell’impuro per dichiarare che Dio ha fatto buona e bella ogni cosa. Paolo dirà che la fede viene dall’ascolto. Senza parole di vita ascoltate, non possiamo pronunciare la nostra fiducia verso un Tu che riconosciamo portatore di salvezza. Gesù si trova in terra pagana. Le indicazioni geografiche date dall’Evangelista suppongono le sue intenzioni  di sconfinare dentro quell’umanità chiusa in sé, senza possibilità di ascolto e di parola. Dio esce dai limiti imposti dal “sacro” che lo vuole prigioniero, posseduto, muto, difronte all’umano dolore. Questa volta i confini li detta lui: Lo prese in disparte. L’essere in disparte con Dio significa che le nostre ristrettezze, la rigidità del nostro egoismo, svaniscono perché, mettendoci a parte con lui, sono aperti orizzonti infiniti. Sono spalancati i confini dello Spirito. In effetti, il comando che Gesù dà: “Apriti” trasmesso dall’Evangelista in lingua aramaica, non è rivolto solo all’udito e alla bocca, ma a tutto l’uomo. Invitato ad aprirsi a quella Parola che salva e che pronunciata provoca la salvezza. Il grido di Gesù apriti e rivolto a quella terra considerata impura, separata, inospitale, perché possa diventare, d’ora in poi, abitazione di Dio. E’ rivolto a me oggi perché allargati i confini del cuore, possa percepire e accogliere il fremito della libertà operata in me da Cristo nel Battesimo. Il sordomuto è portato da altri. Gesto di estrema fiducia, nel quale ancora oggi, si riconosce la Chiesa: portatrice di altri, portatrice di un oltre. Gesù va diritto al punto; non ha chiesto: quale è il male di cui soffri? Ci libera dal male! Mi piace pensare il volto di Gesù sulla faccia del sordomuto. Faccia a faccia con Dio, perché l’immagine sia restituita, perché il volto corrisponda a quel dialogo con Dio per cui l’uomo è stato creato a sua immagine e somiglianza: E questo è cosa molto buona. Quanto ti devo per questa guarigione avrà chiesto il sordomuto. Gesù gli risponde: vai e taci! La grazia del silenzio. Tacciano le parole umane piene di gratitudine ipocrita: Questo popolo mi onora con le labbra! Gesù insegna al sordomuto e a me oggi, ad articolare bene la Parola, che è sulle nostre labbra e nel nostro cuore.

Davide Carbonaro

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