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Sabato, 30 Ottobre 2021 09:25

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Ormai Gesù è nel Tempio, ma la sua strada verso Gerusalemme supererà il culmine del pellegrinaggio pio d’Israele. Egli una volta per tutte, fuori dalle mura della Città santa, in mezzo agli scartati della società, dimostrerà il primo e l’ultimo comandamento dell’amore, attraverso il libero dono della vita per tutti. Prima di congedarsi dal Tempio, memoria di una presenza amica e salvifica per Israele, Gesù è accostato da uno Scriba. Le sue intenzioni sono buone. Si avvicina per non allontanarsi. La sua domanda non chiede una graduatoria, ma una profondità. E’ questo il senso della parola “comandamenti” che in italiano traduce l’espressione greca entolè, prendere con sé. Di strada Gesù con i suoi discepoli ne ha fatta, ma ora, questo Scriba, abituato ad entrare nelle Scritture con lo sguardo, è invitato ad entravi con l’orecchio.  Gesù dice che la via del primato comincia dall’ascolto. Egli lascia cadere nel cuore dello Scriba una parola cara alla preghiera quotidiana del Popolo di Dio: “Ascolta Israele”. Il Maestro di Nazareth, ripropone una strada che dalla lettera va al cuore, dall’esteriorità all’interiorità. Aveva già affermato che rende puro non ciò che è fuori dell’uomo, ma ciò che dimora dentro. Insieme allo Scriba siamo invitati a lasciarci abitare dalla  Parola ascoltata, a condurla nel più intimo perché germogli nella novità. Nel I secolo la domanda posta a Gesù era abitale e si racconta che fu chiesto al Rabbino Hillel di proclamare la Torah su un piede. Ed egli appoggiato sul piede destro disse: “non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te. Questa è la legge”.  Ci è chiesto il primo passo nel pellegrinaggio verso noi stessi e verso l’alto. Passo che va fatto in punta di piedi, togliendosi i sandali perché il prossimo è “Terra santa”. Dunque dall’orecchio, la parte più esterna dell’uomo, si arriva al cuore dove non solo dimorano i sentimenti ma la nostra capacità di amare e donare. Questo pellegrinaggio nuovo, inedito chiede Gesù a me e a te. E’ nell’ intimo, che noi incontriamo l’Unico capace di guidare il cuore, l’intelligenza, la forza, sostanziandola con il suo amore e rendendo il nostro capace di un dono totale e libero.

Davide Carbonaro

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