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Sabato, 31 Dicembre 2022 09:31

Porranno il Nome

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Natale ci insegna ad ascoltare, custodire e camminare. E’ Dio a farlo per primo con il suo popolo custodendo su di lui il nome che è benedizione. Egli sa che cosa c’è nel cuore dell’uomo. Rinnovare la benedizione del nome con parole che vengono da lui, significa lasciarsi abitare come in un tempio. La benedizione data da Dio a Mosè ed Aronne, con la quale segnare il volto ed il cuore degli israeliti, fa appello al desiderio che egli ha di abitare con noi, di fare parte della nostra storia. Nella notte di Betlemme, Maria ascolta la voce dei pastori che raccontano pieni di stupore. Il primo ascolto è proprio la benedizione di Dio. La sua voce ed il suo sorriso giungono a noi non più per mezzo dei figli di Aronne, ma attraverso uomini e donne inabili al culto: i pastori appunto. Dio torna a fare il pastore tra i pastori, mestiere che gli riesce bene, perché nutre e custodisce, difende e chiama per nome. Quel bambino annunziato dagli angeli e stretto tra le braccia di Maria che custodisce nel cuore la parola e la carne di Dio, sarà pastore del suo popolo, lo difenderà dal male, lo salverà donando la sua vita. Nello sguardo e nel cuore di Maria che mette insieme la straordinaria storia di Dio e dell’umanità, quelle parole dei custodi del gregge, illuminano il buio più delle stelle. Mentre questi uomini dalle notti insonni, custodiscono il segno, Maria e Giuseppe nella notte di Betlemme custodiscono il sogno di Dio: conquistare il cuore dell’uomo, riportarlo alla sua dignità di figlio. Non sarà Giuseppe a porre il nome al bambino come voleva la legge. Sarà Dio stesso, il Padre di Gesù Cristo a farlo sull’uomo generato figlio, continuando la storia del popolo dell’alleanza: porrete il mio nome sugli israeliti. Fin dall’inizio della creazione Adamo fu chiamato da Dio a mettere il nome ad ogni cosa creata e a custodire quanto uscito bello e buono dalle mani del creatore. Ora nel Verbo fatto carne, abbiamo un nome che è al di sopra di ogni altro nome, per mezzo del quale il mondo è stato ricreato. Il cammino di Betlemme ci porta oltre il segno, ci riporta alla verità più grande, ovvero, che il nostro cuore orma può contenere Dio, che egli non è solo un racconto o una lontana profezia che si perde nel tempo, ma una presenza che lo pone sul crinale del rifiuto e dell’accoglienza, lasciando a ciascuno il dono mai revocato della libertà.

Davide Carbonaro

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