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Sabato, 25 Marzo 2023 15:33

Pieno di compassione

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Ha imparato dall’uomo Gesù a piangere, a gridare; tuttavia egli è l’autore della compassione. Non un Dio impassibile ci ha creati, ma compassionevole. Egli al dolore umano e alla morte, ha risposto da Dio. Siamo con Gesù alle soglie della Pasqua. Come per Marta e Maria, anche per noi è martellante la domanda: Dove sei Signore? Colui che ami sta morendo! L’Amore abita dov’è l’amato. E qui Giovanni, l’evangelista che intuisce l’Amore personale di Dio, ci aiuta a scoprire una soglia dove Gesù sosta, ma non vi rimane: il sepolcro dell’amico. La morte delle persone che amiamo, la paura della nostra morte, è una di quelle soglie nelle quali sostiamo malvolentieri. Ci sorprende la risposta “ironica” di Gesù alla notizia della morte di Lazzaro: “se dorme si salverà”. Davanti all’evidenza dei fatti,  rincara la dose affermando: “Lazzaro è morto e io godo per voi”. E qui, siamo invitati a superare una delle più arroganti e false immagini che ci siamo fatti  di Dio: Egli è  nostro avversario, invidioso dell’uomo, ci ruba la vita. La parola “godere”, posta sulle labbra di Gesù è ambigua, provocatoria, ma vera. Lui non gode della nostra morte, si rallegra, perché la morte in lui è già sconfitta. Egli sosterà solamente davanti al sepolcro dell’amico, e sosterà per tre giorni nel suo sepolcro. Infine, starà con noi nella nostra morte: “donando la vita ai nostri corpi mortali, per mezzo del suo Spirito che abita in noi”. Tante volte Marta e Maria hanno spalancato la porta della loro casa di Betania a Gesù, ora egli chiede loro di aprire quella della loro fede. Se tu fossi stato qui il tuo amico non sarebbe morto. Sono parole comprensibili, dettate dal dolore. Gesù le accoglie con umana compassione. Ma non risponde: andrà tutto bene! Chiede la fede in lui: “Io sono la resurrezione e la vita! Credi tu questo? Alla domanda dell’uomo deve sei Signore? Egli risponde: Ti fidi di me? Hai fiducia in me che sono più potente della morte? I protagonisti del racconto sono chiamati a venire fuori, uscire allo scoperto. Marta esce di casa per andare incontro al Maestro. Maria si alza oltrepassando la soglia dell’attesa dolorosa per incontrare il Signore. Lazzaro esce dai legami della morte dopo aver ascoltato la potente parola di Gesù. Come l’esodo d’Israele richiede la prova della fede, così quello del discepolo, rimuove le radici profonde dell’incredulità e del dubbio, per far posto al grido di speranza: “Vieni fuori!”. C’è un esplicito atto di fede che prepara questo grido creatore e liberatore. Un assenso che Gesù fa crescere in un contesto amicale e relazionale. La fede non è impugnabile  pretesa della salvezza, ma luminosa risposta alla verità che cerco nel profondo.

Davide Carbonaro

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