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Sabato, 11 Dicembre 2021 09:58

Chiedere il Giusto

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A te , che hai  le braccia fiacche, il cuore inaridito, il passo stanco, dico: Rallegrati! La vera gioia non spunta dal nulla, né dalle emozioni passeggere e senza fissa dimora. La vera gioia sorge dal saperti accostato da chi ti ama, affiancato da chi declina il dono con gratuità. La Parola è trapuntata di gioia,  perché  vangelo bello della vicinanza di Dio. La folla, i pubblicani, i soldati, gente che vive ai margini della società, è affascinata da questa buona e bella notizia, che trasuda dall’asciutto profeta del Giordano. Giovanni attrae, perché pieno della Parola attraente  discesa su di lui.  Mentre l’orgoglio umano e la  prevaricazione sugli altri ci innalzano, Giovanni profeta dall’occhio penetrante, aiuta uomini e donne a discendere, ad immergersi, ad abbandonare il salario del peccato. A questo punto, sorge immediata la domanda da chi è “ferito dalla Parola”: Cosa dobbiamo fare? La Voce del deserto indirizza i cuori a ritrovare se stessi, la propria autenticità  e verità in rapporto al prossimo. Il Battista offre nuovi inizi a chi è circondato dal disprezzo, ristabilendo l’affidabilità. Le tre categorie indicate da Luca saranno i visitati dal Messia. Con loro Gesù stringerà il patto della misericordia che rigenera e salva. A partire da loro nell’intero vangelo lucano,  scaturirà l’oggi della salvezza che trova dimora negli ultimi e nei marginali della storia. Chi è dunque il  Messia, l’atteso, l’Elia che deve venire, la gioia d’Israele? La domanda circola nel cuore gonfio di speranze. Gli occhi puntati su Giovanni, perché tutto sembra dire che sia lui il compimento delle antiche parole profetiche. Tuttavia, la Voce dichiara di non essere lui la Parola definitiva sull’uomo. Quell’acqua battesimale  ha ancora il sapore della profezia e dell’attesa. La sorgente della salvezza è altrove. E’ nel “più forte” che si fa debole, in chi viene dall’alto per abbassarsi.  C’è un battesimo nello Spirito che eleverà l’uomo a Dio restituendo la dignità perduta. Giovanni, l’amico dello Sposo, si sente indegno persino di compiere il gesto umilissimo e sponsale di colui che si china per sciogliere il legaccio dei sandali. Gesto che il Messia Gesù, farà la sera della sua ultima Pasqua ai dodici increduli e riottosi, lavando loro i piedi, anticipo del Battesimo di Sangue con il quale laverà e sposerà la nostra umanità.  Grazie  Giovanni perché in ogni Avvento solleciti il nostro cuore a chiedere per noi e per gli altri il “Giusto” e non mancare all’Appuntamento.

Davide Carbonaro

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