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itendees
Sabato, 31 Ottobre 2020 11:26

La felicità ci raggiunge

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Mi piace pensare che Gesù,  prima di proclamarle alla folla, le beatitudini le ha sussurrate hai dodici  nell’intimità.  Sarete felici perché state ospitando la vera gioia. E’ la felicità a raggiungerci,  non come un sentimento momentaneo, un moto dell’animo, ma come una presenza che domanda in modo instancabile: Mi vuoi bene? Gesù sta chiedendo questo ai suoi, alle folle, a noi! I Santi sono coloro che hanno compreso il segreto della felicità,  non sono super uomini o super donne. Quelli che la Chiesa ha canonizzato uniti alla moltitudine degli anonimi cercatori dell’amore di Dio, realizzano la santità quando lasciano affiorare il sigillo dell’amore. Così, oggi la Chiesa, non celebra una santità astratta, ideale, irraggiungibile, perfetta, ma quella che cerca i tratti dell’amore di Dio sul volto di Gesù, mescolando la quotidianità con il Vangelo, come fa la donna che mischia il lievito nelle tre misure di farina. Con Gesù la santità di Dio si è mescolata con l’umano e l’umanità ha ritrovato il senso dei sui giorni e della sua felicità. Noi con tutta la Chiesa in questo tempo di grazia ci rallegriamo per la sorte degli eletti, e per il pellegrinaggio terreno dei figli generati dal fonte battesimale ed innestati nella vita dell’Eterno. “Vidi una moltitudine immensa di ogni nazione, tribù, popolo e lingua”. Questa immagine biblica non si discosta tanto dalle moltitudine di gente che ogni giorno lasciano le loro terre, segnate dalla tribolazione e dall’odio e migrano, spesso alla deriva, senza meta e senza destino. E’ icona dell’umano che cerca la sua patria e sfugge dal potere della morte. Tutti noi ci sentiamo quella moltitudine, tutti noi vogliamo che ogni uomo, ogni donna ogni bambino, abbiano la terra, la casa, gli affetti. La festa dei santi non si discosta da  tutto ciò, ci insegna la legge della solidarietà, della comune appartenenza alla terra e al cielo, nel reciproco ascolto di quel grido che sale dalla terra e che bussa al cuore di Dio e dell’uomo. C’è una moltitudine di figli e di figlie che ancora oggi sono seduti ai piedi di Gesù aggrappati al monte delle beatitudini, cercatori di verità e felicità, che ce la mettono tutta a far diventare carne e sangue le parole del Maestro di Nazareth: Beati i poveri, beati i miti, beati i misericordiosi…Già beati, non domani, in un futuro incerto e senza orizzonte. Beati qui! Ora! Perché fin da ora siamo figli di Dio ed il domani è custode della nostra piena rivelazione. Il volto nel volto, gli occhi negli occhi, una pienezza di comunione e di amore. Come lo sposo cerca insaziabile negli occhi della sposa la sua immagine e viceversa, così il nostro desiderio di infinito si sazierà pienamente in quel Dio i cui tratti sono visibili già ora sul volto di Gesù e dei suoi santi.

Davide Carbonaro

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